Atlante delle emozioni umane 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai

Atlante delle emozioni umane

156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai

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Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l’affetto con l’amore, il rimpianto con il rimorso, l’euforia con la felicità. Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d’animo molto precisi e inconfondibili, e a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome. Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola che li definisce: per esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l’arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l’inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l’imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. Tiffany Watt Smith attraversa storia, antropologia, scienza, arte, letteratura e musica in cerca delle espressioni con cui le culture di tutto il mondo hanno imparato a definire le proprie emozioni, e nel frattempo ci rivela come siano complesse e sorprendenti anche quelle che credevamo di conoscere bene. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio di questo libro divertente, colto e curioso, metà enciclopedia e metà atlante, che mentre mappa le differenze affettive tra i popoli ci ricorda che proprio nell’universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.

«Questa rassegna di emozioni da tutto il mondo ci fa capire che non ci servono meno parole per descrivere ciò che proviamo: ce ne servono molte di più.» The Guardian

«Ogni emozione è una categoria di storie in cui riversare la propria esperienza personale» - la Repubblica

«“Tu chiamale, se vuoi, emozioni”, cantava Battisti. Per dare un nome alle sue sensazioni avrebbe avuto bisogno di questo libro» - Laura Pezzino, Vanity Fair

Dettagli libro

  • Editore

  • Testo originale

  • Lingua

    Italiano
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    384
  • Traduttore

Sull'autore

Tiffany Watt Smith

Tiffany Watt Smith, storica culturale, dal 2012 insegna Cultures of Sleep presso la School of English and Drama all’università Queen Mary di Londra. Attualmente fa parte del comitato direttivo del Centre for the History of the Emotions, dove si occupa di indagare la storia dell’imitazione compulsiva: dalla frenologia di epoca vittoriana ai più recenti studi sui neuroni specchio. Ha collaborato con “BBC Magazine”, “The Guardian”, “The New Scientist” e “BBC radio”.

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