Fatti non foste a viver come robot Crescita, lavoro, sostenibilità: sopravvivere alla rivoluzione tecnologica (e alla pandemia)

Fatti non foste a viver come robot

Crescita, lavoro, sostenibilità: sopravvivere alla rivoluzione tecnologica (e alla pandemia)

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Intelligenza artificiale e big data, realtà aumentata e Internet delle Cose, blockchain e criptovalute, biotecnologie e nanomateriali... Un viaggio tra le innovazioni nell’economia globale e nel mondo del lavoro, alla ricerca di una strada di crescita sostenibile: migliorare la vita dell’uomo nonostante i robot. E grazie a loro.

Nell’estate 2019 Amazon ha presentato una flotta di droni autopilotati per consegnare gli ordini in mezz’ora. Nei due anni precedenti, il robot cinese Xiaoyi superava l’esame di abilitazione alla professione medica e l’androide Sophia otteneva la cittadinanza saudita dopo difficili test linguistici. Le professioni intellettuali sono a rischio quanto il lavoro di operai e impiegati: sofisticati algoritmi eseguono transazioni finanziarie senza trader, scrivono articoli al posto dei giornalisti, analizzano contratti più rapidamente dei legali, formulano diagnosi più accurate dei medici. Come sempre nella storia, le macchine sostituiscono l’uomo e le innovazioni aumentano la produttività. Ma stavolta, in un mondo globalizzato e iperconnesso, c’è il timore di una crescita senza lavoro e non rispettosa dei vincoli ambientali, sociali, demografici, alimentari, energetici. Fatti non foste a viver come robot è una profonda riflessione sul concetto di sostenibilità. L’economista Marco Magnani ritiene possibile una crescita più bilanciata e disinnesca l’allarmismo apocalittico sul destino del lavoro: identifica le mansioni a rischio ma anche i nuovi mestieri; analizza i modelli di crescita alternativi – economia circolare e civile, sharing economy, decrescita felice – e mette a confronto diverse strategie socioeconomiche, dalla riduzione dell’orario di lavoro alla robot tax, dal lavoro di cittadinanza al reddito universale; formula le innovative proposte di capitale di dotazione e dividendo sociale, che faranno molto discutere. Per evitare la crescita insostenibile e il lacerante conflitto uomo-macchina bisogna utilizzare le innovazioni per migliorare la vita dell’uomo, investire senza paura in scuola e formazione, riscoprire la valenza identitaria e sociale del lavoro, soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza gravare su quelle future, preservare la salute del pianeta, far sì che in molti possano beneficiare della ricchezza prodotta. Redistribuendola, ma ancor più creando meccanismi di pre-distribuzione dei mezzi che la generano. L’obiettivo è governare il cambiamento epocale instaurando una convivenza intelligente con le macchine. Fra i “nuovi mestieri” potrebbe essercene soprattutto uno, antichissimo: l’uomo-pastore. Dei robot. Nuova edizione aggiornata.

«Chi voglia farsi un’idea di cosa accadrà domani legga l’ultimo saggio di Magnani.» - la Repubblica

«Magnani propone il capitale di dotazione: idea brillante, che varrà la pena discutere.» - Corriere della Sera

«Una fabbrica gestita solo da robot non avrebbe paura del coronavirus. Magnani ripercorre le dodici scoperte più importanti della nostra era: ne emerge un quadro affascinante e disincantato.» - Il Sole 24 Ore

«Magnani ci invita a guardare in faccia l’avvenire, a una collaborazione intelligente con i robot, governandoli come pastori.» - Il Messaggero

«Spaventa un domani dove l’uomo sarà relegato dalla tecnologia in secondo piano. Per Magnani la prospettiva non è drammatica, a patto di investire nella scuola e nell’istruzione.» - Avvenire

Dettagli libro

  • Editore

  • Testo originale

  • Lingua

    Italiano
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    272

Sull'autore

Marco Magnani

Marco Magnani, economista, vive da trent’anni fra Italia e Stati Uniti. È docente di Monetary and Financial Economics alla Luiss, fellow dell’Istituto Affari Internazionali e dal 2011 Senior Research fellow alla Harvard Kennedy School of Government. Ha lavorato per vent’anni in banche d’investimento, in JPMorgan a New York e come dirigente di Mediobanca a Milano, ed è stato advisor di imprese americane, europee e asiatiche. Oggi fa parte di diversi consigli di amministrazione, come indipendente, e di comitati scientifici. È stato nominato Young Global Leader del World Economic Forum di Davos e ha fatto parte per tre mandati del Global Agenda Council of Finance & Capital. Ha studiato economia generale all’Università di Roma “La Sapienza” e finanza alla Columbia University di New York. Ha frequentato corsi di public policy della Harvard Kennedy School, del Jackson Institute of Global Affairs di Yale University e della Lee Kuan Yew School of Public Policy di Singapore. Collabora con “Il Sole 24 Ore” e “AffarInternazionali”. Ha pubblicato Creating Economic Growth (Palgrave Macmillan, 2015). Per Utet è autore di Sette anni di vacche sobrie (2014) e Terra e buoi dei paesi tuoi (2016).

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