Il candidato vincente Le campagne elettorali che hanno cambiato il mondo

Il candidato vincente

Le campagne elettorali che hanno cambiato il mondo

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Gli eventi di Capitol Hill hanno messo in luce in maniera drammatica le contraddizioni all’interno della società americana. Quattro anni fa, come ha fatto Trump a vincere contro ogni pronostico? Quali forze inconsce ha mobilitato nel suo elettorato? E oggi quali sono stati i punti di forza che hanno permesso a Biden di ribaltare il risultato? Sono domande che tutti i commentatori si stanno facendo in queste ore e a cui prova a rispondere il team di YouTrend coordinato da Giovanni Diamanti. Analizzare le campagne elettorali significa penetrare nei desideri e nelle criticità di un paese, riflettere su come la politica e la comunicazione cercano di porvi rimedio. Gli strumenti usati per comprendere il caso americano sono utili anche a soppesare le più grandi campagne elettorali nella storia delle democrazie occidentali, dalla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi all’ascesa di Tony Blair nel Labour Party, dalle prime campagne elettorali della Democrazia Cristiana fino all’egemonia di Angela Merkel nella politica tedesca, passando per la risposta europeista di Macron in Francia e le speranze di cambiamento veicolate da Barack Obama nelle campagne del 2008 e del 2012. Si tratta di un’indagine condotta ricostruendo il clima politico del periodo, il profilo dei candidati, il background degli spin doctor a cui si affidavano i futuri leader, le strategie messe in campo – messaggi ben definiti, cartellonistica innovativa, campagne mirate – per trionfare sull’avversario. Un lavoro approfondito che ci restituisce momenti epocali dell’agone politico – la nascita del New Deal, cavallo di battaglia di Franklin D. Roosevelt contro Herbert Hoover, il primo scontro televisivo fra John Fitzgerald Kennedy e Richard Nixon, la spregiudicatezza di Margaret Thatcher – e ci porta a comprendere la continua evoluzione della comunicazione elettorale, dal primo Novecento fino ai giorni nostri. Perché una cosa è certa: le buone idee, in qualsiasi epoca, hanno sempre bisogno di una buona comunicazione che le faccia arrivare a tutti. Comprendere i desideri del corpo elettorale significa delineare gli assi portanti di una società su cui costruire un futuro più stabile.

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