L'ultimo dei mohicani

L'ultimo dei mohicani

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Sullo sfondo selvaggio e possente del fiume Hudson e dei monti Appalachi, all’epoca della guerra coloniale tra Francia e Inghilterra, Cora e Alice, figlie di un comandante di un forte inglese, vogliono raggiungere il padre. La strada non è lunga e hanno, sembra, una guida esperta pronta a scortarle tra fitte foreste e impervi sentieri. Ma ben presto le due ragazze si trovano coinvolte nei piani di vendetta che il perfido Volpe Astuta, capo della tribù degli uroni, architetta contro Uncas, l’ultimo dei mohicani.

Dettagli libro

  • Editore

  • Testo originale

  • Lingua

    Italiano
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    224

Sull'autore

James Fenimore Cooper

James Fenimore Cooper nacque nel 1789 a Burlington, nel New Jersey. Sebbene la sua famiglia appartenesse all’aristocrazia terriera, il giovane Cooper, attratto dall’avventura, si arruolò nella Marina ove, in qualità di ufficiale, trascorse alcuni anni. La sua vocazione letteraria sopravvenne piuttosto tardi per quell’epoca, cioè verso i trent’anni. Dato l’addio alla navigazione, Cooper iniziò, quasi per scommessa, a scrivere un romanzo, Precaution (1820), che ottenne subito un certo successo. L’anno dopo uscì la sua seconda storia, La spia, e da quel momento l’ex ufficiale di marina decise di dedicarsi completamente a quello che aveva all’inizio considerato solo un passatempo, e diede libero sfogo alla sua potente immaginazione. I suoi romanzi, non troppo curati sul piano stilistico, avevano l’indubbio pregio di interpretare in senso epico la storia della giovane nazione americana: sentiva il bisogno – innanzitutto psicologico – di celebrare la sua fresca indipendenza e di rintracciarne le ragioni ideali. L’eroe più celebre di Cooper è proprio Nathaniel Bumppo, la personificazione dello “spirito di frontiera”. La sua vita è narrata in un ciclo che inizia con I pionieri (1823) e prosegue con l’opera qui pubblicata (1826), con La prateria (1827), La guida (1840) e L’uccisore di cervi (1841).

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